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Ordine degli Ingegneri

di Piergiorgio Barzon

VERONA GUARDA AI QUARTIERI DEL FUTURO

Con l’apertura della dodicesima edizione della rassegna Open 2026, l’Ordine degli Ingegneri di Verona ha delineato le strategie per trasformare la città in un modello di sostenibilità urbana. Il Presidente dell’Ordine, Matteo Limoni, insieme al coordinatore della rassegna Stefano Lonardi, ha ribadito come le competenze tecniche degli ingegneri siano la chiave per affrontare il rincaro dei prezzi energetici e la crisi climatica. All’incontro ha preso parte anche il Presidente della Provincia, Flavio Massimo Pasini, evidenziando la forza di un territorio che, tra il 2019 e il 2024, ha quasi raddoppiato la produzione fotovoltaica, raggiungendo i 576 GWh e posizionandosi ai vertici regionali.

L’analisi di Elena Mazzola: un modello per i quartieri

L’ingegnere e ricercatrice Iuav Elena Mazzola, responsabile scientifica del seminario, ha offerto una riflessione profonda sullo stato della pianificazione energetica in Italia, spesso frammentata e poco trasparente. Mazzola ha presentato un’indagine innovativa applicata al quartiere di Santa Teresa, studiando circa mille edifici per creare un modello scalabile ed estendibile a tutta la città. La sua proposta mira a integrare il sistema dei vincoli paesaggistici con mappature digitali che individuino le aree realmente vocate agli interventi di efficientamento. Secondo la ricercatrice, questo approccio permette di guidare i cittadini verso scelte energetiche consapevoli, dimostrando che la tutela del territorio non deve necessariamente essere un ostacolo, ma può convivere con la convenienza economica e la modernizzazione edilizia.

Nuove scale di intervento: dal distretto alla CER

Il professor Massimiliano Scarpa dell’Università Iuav di Venezia ha spiegato che la sfida energetica non si vince più sul singolo edificio, ma alla scala distrettuale. Questo cambio di prospettiva permette di analizzare il comfort outdoor e i bilanci termici ambientali, rendendo i centri abitati più vivibili anche durante le ondate di calore estive. In questo scenario, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) giocano un ruolo fondamentale. L’ingegnere Giuseppe Emmi ha descritto le CER come una “leva strategica” per la decarbonizzazione: a Verona ne esistono già nove, capaci di ottimizzare i consumi locali e stimolare l’innovazione tecnologica nel tessuto urbano, trasformando gli utenti passivi in produttori attivi di energia.

Verso i Positive Energy District

L’ultima frontiera della transizione è rappresentata dai Positive Energy District (PED), quartieri progettati per generare un surplus di energia rinnovabile. Adriano Bisello, pianificatore territoriale di Eurac Research, ha evidenziato come Verona sia già inserita nel progetto europeo 4APEDs, collaborando con partner internazionali come Helsinki e Amstelveen. Mentre le CER si concentrano sulla condivisione dell’energia, i PED mirano alla completa neutralità climatica dell’intero distretto. Questo percorso, supportato dalle analisi accademiche e professionali, punta a rendere Verona un laboratorio a cielo aperto per l’efficienza energetica, garantendo al contempo la competitività del sistema produttivo e una migliore qualità della vita per i residenti.

Order of Engineers: Verona looks to the districts of the future.

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