La storica insegna veronese si conferma nell’élite mondiale delle carte vini, tra i soli 99 ristoranti premiati al mondo e appena 6 in Italia. Nel segno della continuità, Giacomo Boscaini raccoglie il testimone alla presidenza e guida anche il consolidamento della nuova sede di Cortina d’Ampezzo.
Ventitré anni consecutivi ai vertici dell’enologia mondiale. Anche per il 2026 l’Antica Bottega del Vino di Verona conquista il Grand Award di Wine Spectator, il massimo riconoscimento internazionale assegnato dalla prestigiosa rivista statunitense alle migliori carte dei vini del pianeta.
Ininterrottamente premiata dal 2004, la Bottega ribadisce la propria appartenenza a un club esclusivo: un’élite di appena 99 ristoranti nel mondo, di cui soltanto 6 in Italia.
Una leadership nel segno della continuità
L’edizione 2026 del premio giunge in un momento significativo per lo storico locale, segnato dal recente avvicendamento alla presidenza. Giacomo Boscaini, export manager di Masi Agricola, è il nuovo presidente dell’Antica Bottega del Vino di Verona e della sede di Cortina d’Ampezzo, raccogliendo il testimone da Sabrina Tedeschi.
Un passaggio di consegne nel segno della piena stabilità istituzionale e strategica, che conferma l’impegno unanime delle dieci aziende socie di Famiglie Storiche (Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato) nel promuovere una cultura del vino condivisa e profondamente radicata nel territorio.
“Questo ventitreesimo Grand Award consecutivo esprime un valore che appartiene profondamente a Famiglie Storiche: la capacità di costruire insieme, con costanza e visione nel tempo,” sottolinea Giacomo Boscaini, Presidente dell’Antica Bottega del Vino. “Desidero per questo ringraziare Sabrina Tedeschi, che durante la sua presidenza ha saputo custodire e dare continuità a questo percorso. Un’eredità importante, che ci spinge a guardare avanti con la stessa coesione e con nuove ambizioni.”
L’esperienza del vino: oltre 4.000 etichette e 20.000 bottiglie
Il Grand Award valuta ben più della sola ampiezza di una carta: premia un’infrastruttura culturale fondata su ricerca, conservazione, servizio impeccabile e accoglienza. Con un patrimonio di oltre 4.000 etichette e una cantina di circa 20.000 bottiglie, l’Antica Bottega del Vino resta un tempio enologico di riferimento globale.
Un prestigio coronato anche dalla recente inclusione da parte di Wine Spectator tra le 12 destinazioni al mondo da visitare almeno una volta nella vita per gli amanti del vino — luoghi iconici in cui eccellenza enologica e contesto storico si fondono in un’esperienza memorabile.
| Dettaglio |
Dati Antica Bottega del Vino |
| Anni consecutivi di Grand Award |
23 (dal 2004 al 2026) |
| Ristoranti premiati Grand Award nel mondo |
99 |
| Ristoranti premiati Grand Award in Italia |
6 |
| Etichette in carta |
> 4.000 |
| Bottiglie in cantina |
~ 20.000 |
Il modello veronese conquista le Dolomiti
Il patrimonio di competenze maturato a Verona ha tracciato la strada per il nuovo corso dell’insegna a Cortina d’Ampezzo, dove lo scorso 30 dicembre è stata inaugurata la seconda Bottega del Vino. L’apertura rappresenta il primo trapianto del modello veronese nel cuore delle Dolomiti, un investimento strategico su cui Famiglie Storiche sta puntando con decisione e che nei primi mesi di esercizio ha ampiamente superato le attese.
“Cortina è un progetto giovane, sul quale stiamo lavorando molto, a partire da una carta dei vini che sta crescendo e che promette soddisfazioni sempre più grandi,” conclude Boscaini. “L’auspicio è che possa, nel tempo, raggiungere traguardi prestigiosi come quelli della sua ‘sorella maggiore’ veronese.”
Un percorso comune che lega Verona e Cortina sotto l’insegna della grande tradizione dell’accoglienza, della competenza tecnica e della valorizzazione del vino come bene culturale.
Un’eredità che parte dal Cinquecento
Le origini dell’Antica Bottega del Vino risalgono al 1500, sotto la Repubblica di Venezia. Assume l’attuale denominazione nel 1890 con i Fratelli Sterzi, ai quali si deve la conservazione del caratteristico ambiente ottocentesco in legno.
Punto di ritrovo d’elezione per poeti, artisti — tra cui Umberto Boccioni —, musicisti e giornalisti, nel 1957 passò alla famiglia Rizzo-Grigolo, per poi essere guidata nel 1987 da Severino Barzan (che ne esportò il concept anche a New York).
Dal 2010, la proprietà è custodita dall’Associazione Famiglie Storiche, nata nel 2009 per preservare e testimoniare l’eccellenza dell’Amarone e la tradizione vitivinicola della Valpolicella nel mondo.