





A MARMOMAC 2026, MARCO PIVA ESPLORA NUOVE POSSIBILITÀ DELLA MATERIA
In occasione di Marmomac 2026, Studio Marco Piva ha progettato per Helios Automazioni THE BLACK BOX, uno stand di 280 metri quadrati concepito come uno spazio immersivo dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e al rapporto tra tecnologia e materia.
Il progetto nasce da una riflessione precisa sulla pietra, presentata non come una materia statica, ma come un elemento capace di assumere nuove forme e possibilità attraverso l’innovazione tecnologica. Il concept ruota infatti attorno all’idea di “piegare la pietra”, superandone i limiti tradizionali per trasformarla in un materiale dinamico, leggero e quasi scultoreo.

All’interno dello spazio sono stati presentati alcuni dei progetti che hanno segnato la collaborazione tra Studio Marco Piva e Helios Automazioni, tra cui Stone Flower Table, Fogli Volanti e City of Light. Tre interpretazioni differenti che mostrano come la lavorazione tecnologicamente avanzata possa modificare la percezione stessa del marmo.

Al centro dello spazio, Stone Flower Table interpreta il marmo attraverso forme organiche e sinuose. La superficie si apre come un fiore in fase di fioritura, mentre le venature naturali della pietra seguono il movimento della forma, trasformando il tavolo in una vera e propria scultura.
Accanto a questo elemento, Fogli Volanti porta ulteriormente avanti la ricerca sulla leggerezza. Sottili lastre di marmo ricurve sembrano sospese nello spazio come fogli mossi dal vento. La tecnologia consente così di lavorare una materia tradizionalmente associata alla solidità e alla permanenza, restituendole un carattere dinamico e quasi immateriale.
Il risultato è un confronto tra due dimensioni apparentemente opposte, la consistenza della pietra e la fluidità della forma. Una ricerca che mette in evidenza le possibilità offerte dalla tecnologia quando diventa strumento per ampliare il linguaggio della materia.

Nell’Infinity Room, rivestita interamente di superfici specchianti, City of Light sviluppa invece una riflessione sul rapporto tra marmo, luce e spazio.
L’installazione si moltiplica attraverso gli specchi, creando una percezione dilatata e senza confini, nella quale le superfici lapidee dialogano con la luce e con gli elementi sospesi di Fogli Volanti. La pietra, tradizionalmente percepita come materia permanente e tangibile, viene così inserita in una composizione in cui la dimensione fisica e quella immateriale si incontrano.
Il risultato è uno spazio nel quale il marmo non viene semplicemente esposto, ma diventa parte di un’esperienza percettiva, costruita attraverso riflessi, proporzioni, luce e movimento.

Con THE BLACK BOX, Studio Marco Piva interpreta quindi stand fieristico come un vero progetto di architettura temporanea, nel quale ogni elemento contribuisce a raccontare una diversa possibilità della pietra. Il tema centrale non è soltanto la tecnologia applicata alla lavorazione del marmo, ma la capacità di questa tecnologia di ridefinire il rapporto tra materia, forma e spazio.
At Marmomac 2026, Marco Piva explores new possibilities of matter.
For Marmomac 2026, Studio Marco Piva designed THE BLACK BOX, a 280 sqm immersive space exploring the relationship between technology, design and stone.
The concept focuses on “bending stone”, pushing the material beyond its traditional limits through advanced technology and experimentation. Inside the space, selected works from the collaboration between Marco Piva and Helios Automazioni included Stone Flower Table, Flying Sheets and City of Light.
Stone Flower Table transforms marble into an organic sculptural form, inspired by the movement of a flower in bloom. Flying Sheets explores the unexpected lightness of thin, curved marble slabs, while City of Light uses mirrors and lighting to create an immersive environment where marble appears to expand beyond its physical boundaries.
Through these works, Studio Marco Piva presents stone as a material in transformation, capable of combining solidity and fluidity, tradition and innovation.
The result is an immersive architectural setting where technology becomes a tool for redefining the relationship between material, form and space.