



VERONA DIVENTA IL LABORATORIO NAZIONALE PER LA RIFORMA DEGLI INTERPORTI
Il Quadrante Europa ha ospitato la 19ª Convention Nazionale degli International Propeller Clubs. Al centro del dibattito la nuova legge quadro, gli investimenti ferroviari e la transizione digitale di un comparto strategico per il Paese.
Verona si conferma il baricentro della logistica italiana ed europea. Il Quadrante Europa — primo interporto nazionale con i suoi 4 milioni di metri quadrati di magazzini, 13mila addetti e 30 milioni di tonnellate di merci movimentate — è diventato il palcoscenico del confronto sul futuro del settore, ospitando la 19ª Convention Nazionale degli International Propeller Clubs, organizzata dal Consorzio ZAI.
L’appuntamento, svoltosi in concomitanza con il Breakbulk Europe 2026, ha segnato l’avvio di una fase operativa cruciale: tradurre la nuova legge quadro sugli interporti, attesa da oltre trent’anni, in strumenti concreti. Una riforma che stanzia complessivamente 25 milioni di euro tra il 2025 e il 2027 e che ridefinisce gli interporti come infrastrutture strategiche di rilevanza nazionale, fissando un tetto massimo di 30 hub in tutta Italia.

La riforma non rappresenta un semplice riordino normativo, ma l’avvio di una vera e propria politica industriale. In un contesto internazionale complesso, in cui le crisi geopolitiche allungano le rotte marittime, l’efficienza si gioca a terra. Gli interporti diventano così nodi nevralgici capaci di dare respiro ai porti e di velocizzare il transito delle merci verso la ferrovia e la strada.
La vera sfida ora si sposta sui decreti attuativi. Da Verona è partita la proposta di attivare un tavolo giuridico condiviso per definire linee guida e protocolli comuni, utili ad accelerare l’applicazione delle nuove regole. Tra le novità più rilevanti vi è l’introduzione del diritto di superficie sulle aree pubbliche, uno strumento civilistico che supererà il modello delle sole concessioni amministrative, garantendo maggiore stabilità e un orizzonte più ampio agli investimenti privati.

Il futuro del comparto — che in Italia conta oltre 3.000 aziende e 300mila addetti — poggia su tre pilastri fondamentali:
Logistica Green: Gli interporti stanno investendo risorse per adeguarsi agli standard europei, puntando sul potenziamento ferroviario e su binari da 750 metri, capaci di accogliere maggiori traffici e togliere camion dalle strade.
Semplificazione Digitale: L’adozione della e-CMR (il documento di trasporto digitale) e la sua integrazione con i certificati assicurativi permetteranno risparmi superiori al 70%, ridefinendo però la gestione dei rischi in chiave cyber security.
Transizione 5.0: Le nuove agevolazioni fiscali basate sulla maggiorazione del costo deducibile sosterranno le imprese negli investimenti in software, automazione e risparmio energetico, abbattendo l’incertezza sul rientro dei capitali.
Dalla macro-logistica alla scala urbana Il dibattito veronese ha dimostrato come l’intermodalità debba connettersi anche alla mobilità cittadina. Se a livello doganale e industriale si punta su digitalizzazione e ferro, a livello urbano Verona sta ridisegnando il proprio paradigma attraverso il PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile): 25 km di corridoi ciclabili, sharing mobility e la nuova rete del filobus full electric per ridurre il congestionamento e migliorare la vivibilità dei quartieri scaligeri.

Verona’s Quadrante Europa hosted the 19th National Convention of the International Propeller Clubs to discuss the rollout of Italy’s new framework law for freight villages (interporti). This long-awaited reform allocates €25 million between 2025 and 2027, caps the number of national hubs at 30, and establishes logistics as a key pillar of national industrial policy.
The convention highlighted several strategic priorities for the sector:
Investment Stability: Verona proposed a shared protocol to transition from standard administrative concessions to long-term surface rights (diritto di superficie), giving private investors greater financial predictability.
Green & European Standards: To shift cargo from road to rail, national hubs are upgrading infrastructure to accommodate the 750-meter European standard train length, significantly reducing highway traffic.
Digitalization & Incentives: The adoption of the electronic consignment note (e-CMR) is expected to cut administrative costs by over 70%. This digital shift is backed by Italy’s “Transizione 5.0” tax benefits, which lower risks for automation and energy-efficiency investments.
Urban Connection: The focus on intermodality extends to Verona’s local infrastructure, where the city is implementing its Sustainable Urban Mobility Plan (PUMS) through bike-sharing, cycling paths, and a new full-electric trolleybus network.