A San Pietro in Cariano, la storica Villa Saibante Monga, conosciuta dai residenti come Villa Costanza, sta rinascendo per trasformarsi in un esclusivo hotel cinque stelle lusso. Dopo decenni di silenzio, i cancelli della dimora si sono riaperti per dare vita a un progetto di restauro che non si limita a recuperare un bene architettonico, ma mira a restituire alla comunità e al territorio un pezzo di storia profondamente amato e oggi pronto a dialogare con il mondo dell’ospitalità internazionale.

Siamo stati accolti in cantiere dalla rappresentante della proprietà, la signora Joanne Glasscock, portavoce di un imprenditore americano attivo nel settore informatico, nonché responsabile dell’iter di compravendita assieme all’agente immobiliare Willi Messetti (Investicasa, Lazise). Con lei erano presenti anche gli architetti Alessandro De Santi e Chiara Rossin dello studio Spazio 42o. La loro disponibilità e la grande passione per il lavoro hanno reso evidente quanto questo progetto non sia una semplice operazione immobiliare, ma un’autentica rinascita per una dimora storica. Il rapporto tra proprietà, architetti e professionisti coinvolti, infatti, è stato a volte combattuto, proprio perché ognuno vuole ottenere il meglio da questa straordinaria impresa. La volontà condivisa rimane quella di restituire prestigio e nuova vita a Villa Saibante Monga, rendendola un nuovo simbolo di eccellenza per tutta la Valpolicella.
Per ricostruire l’anima della villa, la proprietà, attraverso il lavoro di Joanne, ha voluto raccogliere le testimonianze degli abitanti del luogo. Tutti ricordano con affetto le suore che per decenni hanno abitato la villa, sostenendo e aiutando la popolazione locale. C’è chi vi ha trovato rifugio, chi ha ricevuto cure mediche e chi ha persino celebrato le proprie nozze tra queste mura. Una memoria collettiva che conferma come questa villa non sia soltanto architettura, ma parte viva della comunità della Valpolicella, capace di custodire emozioni e ricordi personali intrecciati con la storia del territorio.

Durante i lavori di restauro sono emersi affreschi nascosti sotto mani di colore e intonaco, rivelando opere di straordinaria raffinatezza tra dipinti, stemmi e decorazioni firmati da maestri del passato. Ogni sala racconta un pezzo di storia, rivelando un’identità che la villa sembrava aver celato per decenni. E non è escluso che nei prossimi mesi possano venire alla luce altri tesori, magari perfino passaggi segreti (lo diciamo con un sorriso, ma l’atmosfera lo suggerisce davvero).

Fin dall’inizio, il progetto ha trovato il sostegno convinto del Sindaco e della Sovrintendenza, che hanno riconosciuto la serietà e soprattutto l’amore che la nuova proprietà ha riversato in questo lavoro. La sfida è stata anche architettonica e impiantistica, integrare sistemi di ultima generazione in una struttura rinascimentale senza comprometterne la bellezza originaria. Architetto e ingegneri hanno lavorato fianco a fianco per rendere invisibile la tecnologia, così che l’ospite possa percepire solo armonia ed eleganza, in un equilibrio sottile tra storia e innovazione.

Il nuovo cinque stelle lusso, dal nome emblematico Bellamore, avrà circa cinquanta stanze, differenti tra loro per tipologia, grandezza e servizi, pensate per ospiti che cercano non solo comfort ma anche unicità. Alcune suite offriranno viste spettacolari sui vigneti della Valpolicella, regalando scorci che cambiano con le stagioni e che diventeranno parte integrante dell’esperienza di soggiorno.

Ospiterà, oltre a un ristorante e a una SPA, anche una cantina di vini dedicata principalmente alle eccellenze della Valpolicella, attrezzata con cucina per eventi privati e degustazioni, e una raffinata sala dedicata al whisky, unico elemento estraneo alla cultura italiana, pensato come una sorta di scambio culturale.
A completare l’offerta, un parco esterno che rappresenta un vero e proprio tesoro naturale. Qui trovano posto viti antiche sotto le quali verranno organizzate suggestive cene all’aperto, un piccolo tempio storico attorno al quale nasceranno percorsi benessere dedicati a esercizi, yoga e meditazione, e un insieme di sculture e opere d’arte raccolte nel tempo dalle precedenti proprietà. Non manca una grande fontana che arricchisce ulteriormente l’atmosfera di questo parco, che unisce natura, arte e spiritualità in un’unica esperienza sensoriale. Non sarà solo un luogo di soggiorno ma un’esperienza immersiva.

Un altro segnale forte del radicamento di questo progetto nel territorio riguarda l’occupazione, tra le persone che hanno risposto alle prime offerte di lavoro ci sono numerosi abitanti locali che avevano costruito la loro carriera all’estero e che ora, finalmente, trovano nel loro paese una struttura capace di valorizzare le loro competenze. Un ritorno che contribuisce a rafforzare ulteriormente il legame tra la villa e la comunità.
Villa Saibante Monga porta con sé secoli di memoria, amore donato e ricevuto dagli abitanti della zona. Oggi si prepara ad aprire un nuovo capitolo, mantenendo intatta la sua anima e arricchendosi di nuove funzioni, in un dialogo perfetto tra passato e futuro. La prima apertura al pubblico è prevista per le Olimpiadi Invernali del 2026, a febbraio, quando la villa ospiterà eventi e feste a tema internazionale. Successivamente i lavori proseguiranno per completare il restauro e consegnare a Verona un nuovo punto di riferimento dell’eccellenza nell’ospitalità.








