Architettura

Villa EF

di Piergiorgio Barzon - Foto di Marco Cappelletti

ARCHITETTURA E PAESAGGIO SULLA RIVA ORIENTALE DEL GARDA

Ai piedi dei versanti collinari che segnano il margine orientale del lago di Garda, in un paesaggio caratterizzato da olivi, cipressi e oleandri, si è sviluppato nel corso del Novecento un tessuto di abitazioni unifamiliari per la villeggiatura, distribuite in modo puntuale o organizzate in piccoli residence. È all’interno di questo contesto che si inserisce il progetto di ristrutturazione e ampliamento di una villa degli anni Sessanta affacciata sulla riva del lago, firmato dallo studio De Paoli Franceschi Baldan di Venezia, e realizzato con cura artigianale e perfezione tecnica dalla Gianfranceschi Costruzioni.

Un’architettura inserita nel declivio

L’intervento instaura un dialogo misurato con il paesaggio, reinterpretando l’edificio esistente attraverso una composizione articolata in tre volumi sviluppati su due livelli e integrati nel declivio naturale del terreno. Il corpo principale si protende verso il lago, rafforzando il rapporto visivo con l’acqua, mentre un secondo volume arretrato definisce una scansione più raccolta degli spazi. Il terzo elemento, frutto dell’ampliamento, si colloca controterra, completando il cortile di ingresso.

Gli spazi comuni delle due unità abitative si aprono verso il fronte lacustre secondo una sequenza fluida e modulabile, che accompagna la transizione tra interno ed esterno. L’architettura sembra emergere dal pendio collinare e dissolversi progressivamente grazie all’uso di ampie superfici vetrate e materiali riflettenti, in una promenade ascendente che culmina in copertura, dove trovano posto solarium e piscina.

Facciata, luce e materia

Il prospetto rivolto verso il lago è concepito come un doppio fronte dinamico, composto da pannelli mobili che regolano le condizioni ambientali e il rapporto con gli spazi esterni. La facciata è avvolta da una loggia apribile, all’interno della quale le grandi portefinestre del soggiorno sono schermate da frangisole scorrevoli, capaci di modulare la luce naturale e smaterializzare il volume del piano primo.

Le cromie neutre e chiare dei materiali richiamano i toni della pietra locale e delle sponde naturali del lago. Il rivestimento in pietra di Lessinia rosata, posato a fasce orizzontali con finitura a spacco, evoca le stratificazioni della roccia collinare e prosegue all’interno degli ambienti, rafforzando la continuità tra architettura e paesaggio. Frangisole, serramenti ed elementi metallici assumono la tonalità delle foglie degli olivi circostanti, mentre i parapetti alternano vetro e rete in acciaio inox, con un riferimento al mondo nautico e una costante attenzione alla permeabilità visiva.

Il progetto dello studio De Paoli Franceschi Baldan restituisce così un’architettura capace di radicarsi nel luogo, mantenendo un linguaggio contemporaneo e misurato, in equilibrio tra materia, luce e paesaggio.

Villa EF: Architecture emerging from the slope on the eastern shore of Lake Garda

At the foot of the hills that define the eastern edge of Lake Garda, in a landscape marked by olive trees, cypresses and oleanders, a pattern of single family holiday homes developed during the twentieth century, scattered or grouped into small residential clusters. Within this context sits the renovation and extension of a 1960s villa overlooking the lake, designed by the Venice based studio De Paoli Franceschi Baldan, and executed with craftsmanship and technical precision by Gianfranceschi Costruzioni.

Architecture embedded in the slope

The project establishes a measured dialogue with the landscape, reinterpreting the existing building through a composition articulated into three volumes arranged over two levels and carefully integrated into the natural slope of the site. The main volume projects towards the lake, strengthening the visual relationship with the water, while a second recessed block introduces a more contained spatial sequence. The third element, created through the extension, is set against the hillside, completing the entrance courtyard.

The shared living spaces of the two residential units open towards the lake through a fluid and adaptable sequence, accompanying the transition between interior and exterior. The architecture appears to emerge from the hillside and gradually dissolve through the use of large glazed surfaces and reflective materials, forming an ascending promenade that culminates on the roof, where the solarium and swimming pool are located.

Facade, light and material

The elevation facing the lake is conceived as a dynamic double skin, composed of movable panels that regulate environmental conditions and the relationship with outdoor spaces. The facade is wrapped by an openable loggia, where the large living room windows are screened by sliding brise soleil, allowing light control and visually lightening the volume of the upper floor.

The neutral and light tones of the materials echo the colours of the local stone and the natural shores of the lake. The cladding in pink Lessinia stone, laid in horizontal bands with a split finish, recalls the geological stratifications of the hillside and continues into the interiors, reinforcing the continuity between architecture and landscape. Brise soleil, window frames and metal elements adopt the same hue as the surrounding olive leaves, while the balustrades alternate glass panels with stainless steel mesh, referencing nautical solutions and ensuring visual permeability.

The project by De Paoli Franceschi Baldan delivers an architecture deeply rooted in its setting, while maintaining a contemporary and restrained language, balancing material, light and landscape.

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