Architettura

Monteleone21

di Piergiorgio Barzon

IL VIAGGIO SENSORIALE FIRMATO STUDIO ARCHITETTI MAR PER MASI

A Sant’Ambrogio di Valpolicella, il nuovo centro polifunzionale della celebre azienda vitinicola interpreta il paesaggio e mette in scena l’universo dell’Amarone, trasformando il percorso del visitatore in un’esperienza immersiva.

Recentemente completato, il nuovo centro polifunzionale Masi Monteleone21 si impone come uno dei gesti architettonici più colti e significativi del panorama contemporaneo veronese. Molto di più di una infrastruttura produttiva, il progetto si configura come un hub culturale verso l’universo dell’Amarone e della Valpolicella Classica: un organismo dinamico dove l’accoglienza si fa rito e relazione. L’intervento rifugge facili mimetismi, preferendo un dialogo basato su profonde assonanze morfologiche con il paesaggio circostante. Il complesso rilegge il segno ancestrale delle marogne, i muretti a secco che da secoli disciplinano l’orografia dei terrazzamenti, traducendolo in una composizione volumetrica rigorosa.
Foto: Giovanni Aghito

La Genesi del Progetto: Dialoghi Ipogei con l’architetto

Dietro questa sintesi tra natura e artificio si cela la visione dello Studio Architetti Mar di Venezia, capace di tradurre in volumi l’ambiziosa intuizione di Sandro Boscaini, Presidente di Masi. Monteleone21 è infatti il risultato di una profonda condivisione di valori e visioni tra Masi e lo studio di architettura. Un rapporto consolidato nel tempo, alimentato da una collaborazione continuativa sviluppatasi attraverso più progetti. Studio Architetti Mar ha infatti firmato per Masi anche tre tappe della Masi Wine Experience: il Masi Wine Bar Al Druscié, Tenuta Canova sul Lago di Garda e il Masi Wine Bar Monaco. Un percorso condiviso che ha progressivamente affinato un linguaggio comune, oggi pienamente espresso nel nuovo complesso di Sant’Ambrogio di Valpolicella.

L’incontro con l’architetto Giovanna Mar è avvenuto nel cuore della struttura, l’Agorà, piazza a pianta circolare che si estende per oltre 1.000 metri quadrati. Concepita come luogo di convivialità e scoperta, questo spazio celebra il vino accogliendo il Wine Shop, il Wine Bar e il ristorante Locanda Costasera. Proprio qui attorno a un tavolo, tra l’armonia dei piatti e l’avvicendarsi dei calici in abbinamento, il nostro dialogo ha trovato un naturale fluire.
Architetto Giovanna Mar

Architetto Mar, lei è figlia d’arte. Come ha tracciato il suo solco professionale all’interno dello studio fondato dal padre, fino a assumerne la guida?

“Il mio percorso è iniziato ben prima della laurea; ho affiancato mio padre assorbendo un’eredità progettuale fortemente legata al Razionalismo e alla pulizia formale del Less is More. Tuttavia, l’insegnamento più prezioso che ho fatto mio non riguarda lo stile, ma il metodo: l’ascolto del Genius Loci. Non crediamo nei progetti calati dall’alto come manifesti autoreferenziali; il nostro lavoro consiste nel decodificare l’identità di un luogo e la missione di un’azienda per tradurli in architettura.”

Si nota immediatamente come lo Studio Mar sia oggi una realtà a forte impronta femminile. Qual è la genesi di questa configurazione e come influenza la vostra operatività?
“È l’esito di un’evoluzione naturale basata sulla meritocrazia, non di una scelta di genere a priori. Nelle donne ho riscontrato una straordinaria attitudine organizzativa, una capacità che ci trasforma talvolta in veri “giocolieri”. Oggi i pregiudizi sono ampiamente superati: la committenza cerca competenza, non genere. Sebbene in cantiere capiti ancora di dover ribadire la propria autorità con fermezza, i tempi in cui la figura dell’architetto donna disorientava le maestranze sono finiti. Il rispetto si conquista con la solidità del progetto e con la professionalità dimostrata sul campo.”
Foto: Lorenzo Segato

Tornando a Monteleone21: come è avvenuto il primo contatto con una realtà storica come Masi?

“Tutto è iniziato con una telefonata quasi inaspettata. La proprietà stava selezionando studi strutturati per un intervento di ampio respiro. Inizialmente, non avevo colto la portata dell’invito e mi chiesi se non fosse la proposta per una fornitura di vino! Invece, era l’inizio di un dialogo profondo con il Presidente Boscaini, un interlocutore dalla rara capacità di visualizzare istantaneamente la spazialità delle nostre proposte.”

Foto: Paolo Monello
Qual è il concetto architettonico alla base del progetto?
“Il concept ruota attorno alla sensorialità e alla percezione dinamica dello spazio. Abbiamo ideato un percorso di “scoperta progressiva”. La facciata esterna compie uno sforzo titanico, piegandosi per invitare l’interlocutore a entrare. Aprire una porta in pietra, senza maniglie, e varcarne la soglia richiede un gesto di fede: varcarla significa trovarsi dinanzi a un colpo di scena monumentale. All’improvviso, si arriva nel cuore del fruttaio, un volume solenne alto 12 metri dove le arele (i graticci per l’appassimento) diverranno quinte sceniche. Qui si respira l’anima dell’Amarone prima ancora che il vino tocchi il calice. È un’architettura che non si limita a contenere, ma mette in scena l’identità Masi.”

Qual è il dettaglio o l’elemento che la rende più orgogliosa di questo intervento?

“Ogni progetto è un figlio per me, ma alcuni dettagli ne definiscono il carattere. Penso alla scala centrale in acciaio a campata unica, o alla tensione drammatica della hall d’ingresso. Sono orgogliosa dei rapporti dimensionali, dell’alternanza tra compressioni e aperture e, soprattutto delle geometrie e del ritmo, oltre che della qualità dell’esecuzione del solaio che caratterizza l’agorà, che è un po’ il tratto caratterizzante del progetto.”

Foto: Francesco Ceola
A questo punto, è l’architetto a rivolgere una domanda a noi, con la curiosità di chi ha plasmato la materia e vuole saggiarne l’effetto sull’anima: “Qual è lo spazio che, da ospiti, vi ha trasmesso il senso di sorpresa più profondo?”
Noi la nostra risposta l’abbiamo trovata nel respiro dei volumi e nella capacità della struttura di farsi accogliente pur mantenendo una rigorosa eleganza. Ora giriamo la sfida a voi: visitate Monteleone21, vivete i suoi spazi e lasciatevi interrogare da questa architettura.

Monteleone21: A Sensory Journey by Studio Architetti Mar for Masi

In Sant’Ambrogio di Valpolicella, the new multifunctional center for the renowned winery interprets the landscape and stages the universe of Amarone, transforming the visitor’s path into an immersive experience.

Recently completed, Masi Monteleone21 stands as one of the most sophisticated architectural statements in the contemporary Veronese landscape. This cultural hub, designed by the Venice-based Studio Architetti Mar, translates the vision of Masi’s President, Sandro Boscaini, into a dynamic organism where hospitality becomes a ritual. We met the lead architect, Giovanna Mar, in the heart of the structure: the Agora, a circular plaza of over 1,000 square meters that houses the Wine Shop, Wine Bar, and Locanda Costasera.

Architect Mar, you followed in your father’s footsteps. How did you carve your own professional path within the firm?

“My journey began long before my degree; I worked alongside my father, absorbing a heritage rooted in Rationalism and formal purity. However, the most valuable lesson I learned wasn’t about style, but method: listening to the Genius Loci. We don’t believe in self-referential manifestos; our work is to decode the identity of a place and translate it into architecture.”

Studio Mar today has a strong female imprint. How does this influence your operations?
“It is a natural evolution based on merit. I’ve found an extraordinary organizational aptitude in women, a multitasking ability that makes us ‘jugglers’ of complex projects. Today, clients seek competence, not gender. While you still occasionally have to assert authority firmly on-site, respect is won through the solidity of the project and professional consistency.”
How did the collaboration with a historic brand like Masi begin?
“It started with an unexpected phone call. Initially, I wondered if it was a proposal for a wine supply! Instead, it was the beginning of a profound dialogue with President Boscaini, an interlocutor with a rare ability to instantly visualize the spatiality of our proposals. This relationship has since grown through several ‘Masi Wine Experience’ projects across Europe.”
What is the architectural concept at the core of Monteleone21?
The concept revolves around sensory perception and a ‘progressive discovery’. The exterior facade bends to invite the guest in. Crossing a handleless stone door requires a gesture of faith: once inside, you encounter a monumental surprise. Suddenly, you are in the heart of the fruttaio, a solemn 12-meter-high volume where the arele (drying racks) serve as scenic backdrops. You breathe the soul of Amarone before the wine even touches the glass.”

Which detail of this intervention are you most proud of?

“I am proud of the dimensional relationships, the play between compression and openness. Specifically, the single-span steel staircase and the geometric rhythm of the Agora’s ceiling, which defines the project’s character. It is an architecture that doesn’t just contain but puts the Masi identity on stage.”

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