





IL VIAGGIO SENSORIALE FIRMATO STUDIO ARCHITETTI MAR PER MASI
A Sant’Ambrogio di Valpolicella, il nuovo centro polifunzionale della celebre azienda vitinicola interpreta il paesaggio e mette in scena l’universo dell’Amarone, trasformando il percorso del visitatore in un’esperienza immersiva.

La Genesi del Progetto: Dialoghi Ipogei con l’architetto
Dietro questa sintesi tra natura e artificio si cela la visione dello Studio Architetti Mar di Venezia, capace di tradurre in volumi l’ambiziosa intuizione di Sandro Boscaini, Presidente di Masi. Monteleone21 è infatti il risultato di una profonda condivisione di valori e visioni tra Masi e lo studio di architettura. Un rapporto consolidato nel tempo, alimentato da una collaborazione continuativa sviluppatasi attraverso più progetti. Studio Architetti Mar ha infatti firmato per Masi anche tre tappe della Masi Wine Experience: il Masi Wine Bar Al Druscié, Tenuta Canova sul Lago di Garda e il Masi Wine Bar Monaco. Un percorso condiviso che ha progressivamente affinato un linguaggio comune, oggi pienamente espresso nel nuovo complesso di Sant’Ambrogio di Valpolicella.

Architetto Mar, lei è figlia d’arte. Come ha tracciato il suo solco professionale all’interno dello studio fondato dal padre, fino a assumerne la guida?
“Il mio percorso è iniziato ben prima della laurea; ho affiancato mio padre assorbendo un’eredità progettuale fortemente legata al Razionalismo e alla pulizia formale del Less is More. Tuttavia, l’insegnamento più prezioso che ho fatto mio non riguarda lo stile, ma il metodo: l’ascolto del Genius Loci. Non crediamo nei progetti calati dall’alto come manifesti autoreferenziali; il nostro lavoro consiste nel decodificare l’identità di un luogo e la missione di un’azienda per tradurli in architettura.”

Tornando a Monteleone21: come è avvenuto il primo contatto con una realtà storica come Masi?
“Tutto è iniziato con una telefonata quasi inaspettata. La proprietà stava selezionando studi strutturati per un intervento di ampio respiro. Inizialmente, non avevo colto la portata dell’invito e mi chiesi se non fosse la proposta per una fornitura di vino! Invece, era l’inizio di un dialogo profondo con il Presidente Boscaini, un interlocutore dalla rara capacità di visualizzare istantaneamente la spazialità delle nostre proposte.”

Qual è il dettaglio o l’elemento che la rende più orgogliosa di questo intervento?
“Ogni progetto è un figlio per me, ma alcuni dettagli ne definiscono il carattere. Penso alla scala centrale in acciaio a campata unica, o alla tensione drammatica della hall d’ingresso. Sono orgogliosa dei rapporti dimensionali, dell’alternanza tra compressioni e aperture e, soprattutto delle geometrie e del ritmo, oltre che della qualità dell’esecuzione del solaio che caratterizza l’agorà, che è un po’ il tratto caratterizzante del progetto.”

In Sant’Ambrogio di Valpolicella, the new multifunctional center for the renowned winery interprets the landscape and stages the universe of Amarone, transforming the visitor’s path into an immersive experience.
Architect Mar, you followed in your father’s footsteps. How did you carve your own professional path within the firm?
“My journey began long before my degree; I worked alongside my father, absorbing a heritage rooted in Rationalism and formal purity. However, the most valuable lesson I learned wasn’t about style, but method: listening to the Genius Loci. We don’t believe in self-referential manifestos; our work is to decode the identity of a place and translate it into architecture.”
Which detail of this intervention are you most proud of?
“I am proud of the dimensional relationships, the play between compression and openness. Specifically, the single-span steel staircase and the geometric rhythm of the Agora’s ceiling, which defines the project’s character. It is an architecture that doesn’t just contain but puts the Masi identity on stage.”