Architettura

Memoria e contemporaneità, l’esistente come matrice generativa

di Piergiorgio Barzon

UN AMPLIAMENTO FIRMATO STUDIO 220 PER UNA COLLEZIONE PRIVATA NELLE COLLINE GARDESANE

Tra memoria e contemporaneità, il progetto firmato Studio 220 nasce per accogliere la collezione d’arte di un committente privato, immersa nel paesaggio delle colline gardesane. L’intervento si confronta con l’edificio esistente senza rinunciare a esprimere un’identità architettonica autonoma, costruendo un dialogo calibrato tra passato e nuovo.

La memoria come punto di partenza

Il progetto si articola attorno a due elementi distinti ma complementari. Il primo è legato alla memoria dell’architettura esistente e prende forma nella nuova quinta in pietra che accompagna l’ingresso. La tessitura muraria riprende quella dell’abitazione principale, creando una continuità materica e visiva con il manufatto originario.

La geometria dell’intervento introduce però un linguaggio dichiaratamente contemporaneo. L’assenza della tradizionale copertura a falda e l’ampia apertura nella parete trasformano la quinta in uno schermo architettonico, capace di incorniciare la vegetazione e anticipare la presenza della nuova galleria.

Il percorso di accesso, realizzato con lastre di pietra posate su ghiaia, corre parallelo alla quinta e conduce verso lo spazio intermedio che separa il nuovo elemento murario dal volume espositivo.

Una galleria per l’arte

È all’interno della galleria che emerge con maggiore evidenza la seconda anima del progetto, quella contemporanea. Studio 220 ha concepito questo ambiente come uno spazio neutro, rigoroso e protetto, pensato per mettere le opere al centro dell’esperienza.

Le pareti prive di aperture eliminano ogni possibile interferenza visiva con l’esterno, trasformando l’architettura in uno sfondo discreto per la collezione. Una scelta progettuale precisa, che porta l’attenzione sull’arte e sulla relazione tra opere, spazio e luce.

Il progetto della luce

La luce naturale arriva dall’alto, filtrando attraverso una sequenza di lucernari zenitali. Una griglia ritmata di pannelli fonoassorbenti in lana di legno dialoga con il progetto illuminotecnico, costruendo un equilibrio tra illuminazione naturale e scenari artificiali.

L’ambiente assume così un carattere quasi museale, dove ogni elemento è calibrato per valorizzare la percezione delle opere e garantire un’esperienza raccolta e controllata.

Architettura e paesaggio

Anche gli spazi esterni partecipano alla composizione complessiva. I percorsi e i volumi in pietra definiscono una successione ordinata di pieni e vuoti, mentre il muretto lungo la piscina assume una duplice funzione.

Da un lato separa il prato dallo specchio d’acqua, dall’altro orienta lo sguardo verso l’architettura, stabilendo una relazione precisa tra edificio, paesaggio e spazi aperti.

Nel progetto di Studio 220, l’ampliamento non si limita quindi ad aggiungere una nuova funzione all’edificio esistente. Diventa piuttosto uno strumento per reinterpretarne la memoria, attraverso un’architettura contemporanea capace di inserirsi nel paesaggio e, allo stesso tempo, di costruire un ambiente esclusivo per la fruizione dell’arte.

 

Memory and Contemporary Design. An extension by Studio 220 for a private art collection

Designed by Studio 220, this extension creates a dialogue between the existing architecture and contemporary design, introducing a private gallery within the landscape of the Lake Garda hills.

A contemporary interpretation

A new stone wall marks the entrance, recalling the masonry of the original residence while introducing a clean, contemporary geometry. The path leads towards the new exhibition space, creating a gradual transition between the existing building and the extension.

A space for art

The gallery is conceived as a neutral and protected environment, with no wall openings to avoid visual distractions. Natural light enters through geometric skylights, interacting with acoustic wood wool panels and the lighting system to create a controlled, almost museum like atmosphere.

Stone paths and walls extend the architectural language outdoors, establishing a precise relationship between building, landscape and water.

With this project, Studio 220 transforms the extension into a contemporary interpretation of the existing architecture, designed to give the art collection centre stage.

condividi l'articolo

LA VILLA SARTORIALE FIRMATA LISSONI & PARTNERS

A LAZISE IL NUOVO CENTRO SERVIZI DEL CAMPING LA QUERCIA FIRMATO VIABRENNEROARCHITETTURA

L’ORDINE DEGLI ARCHITETTI CHIUDE IL CICLO PRIMAVERA 2026 ALL’ANTICA DOGANA DI FIUME

Per comunicazioni, variazioni di indirizzo, segnalazioni di manifestazioni: info@abitareverona.it

Abitare Verona & Lago di Garda non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore del magazine non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né del contenuto dei siti linkati. Alcuni testi o immagini inseriti in questo magazine sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.

2023 - Tutti i diritti riservati - Ballarini Interni s.r.l. Via del Lavoro 18 Marano di Valpolicella (Vr) Partita Iva: 02974530236