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IL NUOVO LIBRO A CURA DI MARCO ARDIELLI ESPLORA IL MASTERPLANNING COME STRUMENTO OPERATIVO PER PROGETTARE LA CITTÀ
Come si progetta oggi una città? Quali strumenti consentono di interpretare e trasformare lo spazio urbano in modo strategico, inclusivo, efficace?
A queste domande risponde Fare masterplan, nuovo saggio a cura di Marco Ardielli, pubblicato da Iuav all’interno della collana Quaderni Iuav. Ricerche Iuav at Work in occasione della 19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
Un libro che raccoglie esiti, riflessioni e metodi di un’esperienza didattica e progettuale concreta, promossa dal centro di ricerca C.SCARPA, che ha portato alla nascita di un corso di perfezionamento dedicato alla metodologia del masterplanning.
Il masterplan, termine a volte abusato, altre frainteso, viene qui rimesso al centro di una riflessione teorico-pratica che coinvolge architettura, urbanistica e pianificazione, ma anche società, governance e processi decisionali.

Come evidenziato nell’introduzione del volume, il masterplan non è solo un disegno, ma uno strumento di visione e indirizzo, capace di agire sulla realtà in divenire. Uno strumento “aperto”, flessibile, che trova senso solo se accompagnato da una lettura lucida dei contesti e delle dinamiche locali.
Il volume, stampato in bicromia nel classico formato 12×20 cm, raccoglie i contributi di Claudia Cavallo, Paola Fornasa, Alberto Vignolo e Pietro Zandonella Maiucco, oltre a un inserto fotografico di Matteo de Mayda.
Ne emerge un’opera corale che alterna la riflessione metodologica all’esperienza concreta, con esempi reali, come il caso del masterplan di Tskaltubo in Georgia, che dimostrano come la pratica possa nutrire la teoria, e viceversa.
Marco Ardielli propone un doppio binario: da un lato la costruzione di una comunità progettuale anticipatrice, capace di pensare in grande senza perdere il legame con il luogo; dall’altro, l’adozione del masterplan come strumento di lavoro transdisciplinare, che unisce architetti, ingegneri, studiosi, cittadini e amministratori.
Fare masterplan, quindi, non è solo il titolo del libro: è una chiamata all’azione. Un invito a restituire senso e forza a un termine che, spesso, rischia di svuotarsi nella routine accademica o nella retorica politica. Qui, invece, si fa progetto vero: con metodo, con strumenti, con visione.
Fare Masterplans (Making Masterplans). The new book edited by Marco Ardielli explores masterplanning as an operational tool for designing the city.
How is a city designed today? What tools allow us to interpret and transform urban space in a strategic, inclusive, and effective way? These questions are answered by Making Masterplans, a new essay edited by Marco Ardielli, published by Iuav within the series Quaderni Iuav. Ricerche Iuav at Work on the occasion of the 19th International Architecture Exhibition in Venice. The book collects results, reflections, and methods from a concrete teaching and design experience promoted by the C.SCARPA research center, which led to the creation of an advanced course dedicated to the methodology of masterplanning.
The masterplan — a term sometimes overused, other times misunderstood — is here repositioned at the center of a theoretical-practical reflection involving architecture, urban planning, and design, but also society, governance, and decision-making processes. As highlighted in the introduction of the volume, the masterplan is not just a drawing, but a tool of vision and guidance, capable of acting on reality as it evolves. An “open,” flexible tool that only makes sense when accompanied by a clear understanding of local contexts and dynamics.
The volume, printed in two colors in the classic 12×20 cm format, includes contributions from Claudia Cavallo, Paola Fornasa, Alberto Vignolo, and Pietro Zandonella Maiucco, as well as a photographic insert by Matteo de Mayda. The result is a collective work that alternates methodological reflection with concrete experience, featuring real examples — such as the masterplan case of Tskaltubo in Georgia — that demonstrate how practice can nourish theory, and vice versa.
Marco Ardielli proposes a dual approach: on one side, the building of a forward-thinking design community, capable of thinking big without losing connection to place; on the other, the adoption of the masterplan as a transdisciplinary working tool that unites architects, engineers, scholars, citizens, and administrators.
Making Masterplans, therefore, is not only the title of the book: it is a call to action. An invitation to restore meaning and strength to a term that often risks becoming empty in academic routine or political rhetoric. Here, instead, it becomes real design: with method, tools, and vision.