QUANDO IL TERMINE VISIONARIO TROVA LA SUA ESATTA COLLOCAZIONE





QUANDO IL TERMINE VISIONARIO TROVA LA SUA ESATTA COLLOCAZIONE
A tu per tu con il creatore di Aquardens, il parco termale più grande d’Italia.
Risulta quantomeno insolito recarsi all’Aquardens senza accappatoio, ma con penna e Moleskine in mano. L’occasione è quella di fare due chiacchiere con Flavio Zuliani, l’artefice di uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati nella provincia di Verona.
Là dove un tempo crescevano alberi di pesche, Zuliani, background in chimica, assieme al fratello, ha saputo leggere in quei fumi di vapore che fuoriuscivano dal terreno non l’ennesima bizzarria geologica, ma un’occasione di business straordinaria. La caparbietà da imprenditore veneto ha fatto il resto, coinvolgendo banche e finanziatori in un’idea che possiamo veramente definire “visionaria”.

Sì, perché nel caso di Flavio Zuliani, è lecito spendere questo aggettivo tanto abusato, utilizzato per ogni piccolo imprenditore che abbia aperto un chiosco di piadine. A conferma, ci racconta qualche aneddoto, tra cui la storia dei tamponi durante il Covid. Zuliani fu informato della pandemia qualche giorno prima che la notizia diventasse di dominio pubblico. Decise quindi di acquistare 150.000 tamponi e organizzò un check-in sanitario all’ingresso del parco al fine di garantire l’accesso in sicurezza ai suoi ospiti.
Ai negativi veniva rilasciato una sorta di certificato. L’idea fu condivisa con Federterme e da lì arrivò fino all’allora ministro della Salute, Roberto Speranza, trasformandosi nel famoso “Green Pass”. Mentre il mondo dell’ospitalità si chiedeva ancora quale fosse il significato di pandemia, Aquardens era già pronto a superarla e a insegnare agli altri come gestirla.

Avevamo preparato una corposa intervista, ma parlare con Zuliani è impresa ardua. Non tanto per la quantità di persone che lo cercano, quanto perché, mentre ti parla, è evidente che sta già pensando al dopo. Così, la conversazione vira rapidamente sull’ultima sorpresa di Aquardens: niente di eccezionale… solo la sauna finlandese più grande del mondo. Sarà pronta a breve. Con una capienza di 300 persone, chiamarla “sauna” suona decisamente riduttivo. Forse sarebbe più corretto definirla una sorta di Arena di Verona coperta.
Il paragone con il celebre anfiteatro non è casuale: “La Sauna del Deserto” — questo il nome ufficiale — è un vero e proprio palcoscenico pensato per offrire un’esperienza unica e immersiva. Oltre a una colossale stufa, prevede giochi d’acqua, diffusori di aromi e un gigantesco videowall. Non solo: il videowall potrà traslare, lasciando spazio a una vetrata affacciata su uno spettacolo dal vivo. È già noto, infatti, l’accordo con Fondazione Arena per portare in scena le arie più celebri della lirica italiana durante sessioni in sauna da 15 minuti.

In pratica, mentre le altre spa vi invitano a sudare guardando una parete di legno, Aquardens vi propone di farlo accompagnati da un concerto di musica lirica, spettacolo che ha reso Verona così famosa del mondo, ora anche Patrimonio dell’Umanità.
Ma come nasce l’idea di trasformare una sauna in un teatro? Zuliani ci racconta che tutto comincia dopo aver assistito ad un’esibizione del Cirque du Soleil in Canada e una visita a Disneyland Orlando.
Il vero imprenditore non è quello che scimmiotta i concorrenti in una corsa a chi avanza di un centimetro, ma colui che esce dal proprio guscio e ha il coraggio di portare nel suo settore idee vincenti provenienti da mondi apparentemente lontani.

Da lì, l’intuizione: reinventare per il wellness quelle esperienze immersive capaci di far viaggiare mente e sensi, proprio come accade nei grandi parchi tematici internazionali, dove ogni dettaglio è studiato per emozionare e sorprendere. Zuliani ha immaginato un luogo in cui il benessere non si limita al calore della sauna, ma si trasforma in un vero e proprio spettacolo multisensoriale, dove luci, suoni, profumi e scenografie contribuiscono a costruire un’esperienza fuori dall’ordinario. Un’idea che rompe gli schemi del wellness tradizionale e lo avvicina al mondo dell’entertainment, aprendo la strada a una nuova dimensione di Benessere.
Abbiamo il privilegio di visitare l’opera in costruzione. A guidarci è Claudia Taiani, l’architetto che ha avuto l’arduo compito di tradurre in disegni (Revit, per gli appassionati del genere) la visione di Flavio Zuliani. Claudia ci racconta delle sfide affrontate: dalle complessità strutturali di un impianto così imponente, alle soluzioni necessarie per gestire in sicurezza e con fluidità l’afflusso di centinaia di persone in tempi molto ristretti.
Restiamo sbalorditi. Non ci resta che recuperare le ciabattine e prepararci ad assistere, con buona pace di Jovanotti, al più grande spettacolo dopo il Big Bang.
Flavio Zuliani – The true visionary behind Aquardens, Italy’s largest thermal park
We meet Flavio Zuliani, the mind and soul behind Aquardens, a unique project in Verona. Background in chemistry, Zuliani transformed an area once cultivated with peach trees into an innovative thermal oasis, recognizing the potential of the natural steam rising from the ground. His entrepreneurial determination convinced banks and investors to believe in an idea that today can truly be called “visionary.”
During the pandemic, Zuliani was among the first to organize COVID testing and health checks at the park’s entrance, anticipating the concept of the “Green Pass” and demonstrating advanced management skills beyond the hospitality sector.
Talking with him feels like capturing a thought in motion: as he speaks, he’s already looking to the future. His latest innovation? The “Desert Sauna,” the largest Finnish sauna in the world, capable of hosting 300 people and designed as a true multisensory theater. Featuring water effects, aromas, a giant videowall, and a partnership with the Arena di Verona Foundation, it will offer a unique experience: sauna sessions accompanied by the most famous opera arias, turning wellness into an immersive show.