




L’ARCHITETTO VIAGGIATORE CHE PLASMA LA MATERIA IN EMOZIONE
Nel panorama del design e dell’architettura contemporanea italiana, Marco Piva si distingue per un linguaggio “emozionante, fluido e funzionale”. Con una carriera che abbraccia i grandi masterplan urbani, l’architettura ricettiva, commerciale e residenziale fino al design industriale, rappresenta la figura completa del progettista capace di trasformare la visione dello spazio in oggetto d’uso.
La sua filosofia si fonda su ricerca e contaminazione, alimentate da un approccio da viaggiatore che permea ogni creazione. L’equilibrio tra estetica e rigore tecnico, unito alla costante sperimentazione materica e tecnologica, ha portato alla nascita dello Studio Marco Piva, oggi attivo a livello internazionale.

Nel 2002 fonda Atelier Design, divisione dedicata al lighting e al product design: qui l’oggetto diventa una micro architettura carica di emozione e significato, contribuendo alla qualità complessiva dello spazio, con la stessa attenzione al dettaglio che caratterizza i progetti alberghieri e residenziali dello studio.
La sua attività nel product design lo ha portato a collaborare con aziende di prestigio come Cassina, Poltrona Frau, La Murrina, Jacuzzi, Riva 1920, Horm, Italamp e molte altre, ottenendo riconoscimenti nazionali e internazionali come il PIDA alla carriera.
Abbiamo avuto il piacere di parlare con l’architetto Piva per chiedergli quale legame lo unisca al nostro territorio.
Architetto, ha mai avuto occasione di progettare nel territorio veronese e del lago di Garda o di collaborare con realtà locali? Se sì, ci racconta l’esperienza?
Ho avuto diverse esperienze che mi legano al territorio veronese, sia sul piano professionale sia su quello più personale. Sono stato molto legato, ad esempio, alla fiera Abitare il Tempo, che rappresentava un’occasione unica per osservare l’evoluzione del design e dell’arredamento.
Sul piano progettuale, uno dei lavori più significativi è stato l’Eurocongressi Hotel a Cavaion, realizzato alla fine degli anni ’90, per il quale il mio studio ha curato l’interior design. Questo progetto è rimasto per me un punto di riferimento, perché ha permesso di confrontarsi con le esigenze del territorio e con un contesto culturale molto particolare.
In tempi più recenti, il mio legame con Verona si è consolidato grazie a fiere come Marmomac, ormai sempre più rilevante nel campo del design (sono tuttora molto legato al Best Communicator Award ottenuto nel 2010 per la progettazione dello stand di Lithea), e alle collaborazioni con aziende locali. Tra queste ricordo con piacere la collaborazione con Citco nel 2019, durante la quale abbiamo presentato una vasca scultura avvolgente che ha riscosso un grande successo, e con Antolini, partner che accompagna molti dei nostri progetti.
Con il mio Studio siamo ora alle fasi conclusive di un bellissimo progetto a Padenghe sul Garda, una villa privata su due livelli immersa nelle colline, per la quale abbiamo curato sia l’architettura che l’interior design, affiancati da diverse realtà locali.
Infine, ho avuto anche l’opportunità di contribuire alla formazione dei futuri designer con una lectio magistralis presso la Nuova Accademia del Design di Verona, un’esperienza che mi ha permesso di condividere conoscenze e idee con le nuove generazioni, rafforzando ulteriormente il mio legame con la città.

C’è un edificio, storico o contemporaneo, che a Verona le suscita particolare interesse dal punto di vista architettonico o progettuale?
Verona è una città dalla straordinaria stratificazione storica, e molti edifici catturano il mio interesse. Tra questi, l’Arena di Verona rappresenta un esempio emblematico: non solo per la sua imponenza storica e l’armonia delle proporzioni, ma anche per come la sua architettura sia stata reinterpretata nel corso dei secoli per ospitare funzioni differenti, dall’antico anfiteatro alle moderne rappresentazioni liriche e ai concerti contemporanei.
Oltre agli edifici, trovo particolarmente suggestivo il Piazzale Castel San Pietro, dal quale mi piace osservare il tessuto urbano nella sua interezza, cogliendo il dialogo tra volumi storici e contemporanei. La vista è affascinante soprattutto al tramonto, quando la luce calda illumina monumenti e colline creando una scenografia unica.
Tra le architetture contemporanee, mi ha colpito la riqualificazione degli Ex Magazzini Generali, per l’attenzione alla funzionalità e alla relazione con il contesto urbano e paesaggistico circostante. Verona mi affascina per la sua capacità di far dialogare antico e contemporaneo, offrendo continui spunti su equilibrio, proporzione e integrazione con il paesaggio.

Lei è riconosciuto a livello internazionale per i progetti di hotellerie di alta gamma. Come interpreta oggi l’evoluzione del settore alberghiero sul Lago di Garda?
Oggi il settore alberghiero, non solo sul Lago di Garda, sta attraversando una fase di trasformazione significativa, guidata da due fattori principali: la crescente domanda di esperienze autentiche e personalizzate e l’attenzione sempre maggiore a design, comfort e qualità del soggiorno.
Le strutture di lusso puntano sempre più su progetti integrati con il territorio, capaci di valorizzare paesaggio, cultura locale e artigianato, senza rinunciare a servizi di eccellenza.
L’evoluzione del settore evidenzia una forte interazione tra ospitalità, wellness e lifestyle, creando esperienze che vanno oltre il semplice pernottamento. In questo contesto, gli hotel sul Garda non offrono solo una location, ma diventano luoghi che raccontano una storia, dove architettura, interior design e cura del dettaglio contribuiscono a costruire esperienze memorabili.
Questi stessi principi, vivi e pulsanti nei progetti che sto seguendo — dalla vicina Venezia a Milano e Torino — si ritrovano con forza anche nelle strutture del Lago di Garda.

MARCO PIVA: THE TRAVELING ARCHITECT WHO SHAPES MATTER INTO EMOTION
In the landscape of contemporary Italian design and architecture, Marco Piva stands out for his emotional, fluid, and functional language. His career spans from large-scale urban masterplans to hospitality, commercial and residential architecture, culminating in industrial design, where his spatial vision takes tangible form. A self-described traveler before being an architect, Piva approaches every project as an exploration of materials, technology, and cultures. This balance between aesthetics and technical precision defines his work and underpins the international success of Studio Marco Piva. In 2002, he founded Atelier Design, a division dedicated to lighting and product design, where each object is conceived as a micro-architecture infused with emotion and meaning. His creations for leading brands such as Cassina, Poltrona Frau, La Murrina, Jacuzzi, Riva 1920, Horm, and Italamp reflect the same stylistic freedom and attention to detail found in his architectural projects. Recognized with numerous awards, including the PIDA Lifetime Achievement Award, Piva continues to blend art, technique, and vision, crafting spaces and objects that unite harmony, function, and refinement. His deep connection with Verona and Lake Garda includes projects such as the Eurocongressi Hotel in Cavaion, collaborations with Citco and Antolini, and a recent private villa in Padenghe sul Garda. He also contributed to the Nuova Accademia del Design in Verona through a master lecture, strengthening his bond with the city. Piva admires Verona’s unique balance between ancient and contemporary architecture, from the Arena to the redevelopment of the former Magazzini Generali, and views the city as a source of inspiration for proportion, equilibrium, and dialogue with the landscape. Regarding the evolution of hospitality on Lake Garda, he notes a shift toward authentic, personalized experiences, where architecture, design, and local culture merge to create immersive, memorable destinations that go beyond traditional luxury.