
LA VISIONE DI LUCA GAMBARETTO PER IL RISTORANTE MAFFEI
Nel cuore pulsante di Verona, dove la pietra di Piazza delle Erbe racconta secoli di storia e di passaggi, sorge una delle dimore più affascinanti della città: Palazzo Maffei. Abitare questo spazio oggi non significa solo custodirne la monumentale bellezza barocca, ma renderla viva, pulsante e conviviale. Una sfida che Luca Gambaretto ha saputo trasformare in una vera e propria filosofia imprenditoriale e di accoglienza. Alla guida dello storico Ristorante Maffei, Gambaretto rappresenta una figura chiave della ristorazione e del management veronese, capace di far dialogare la tradizione gastronomica locale con le esigenze del turismo internazionale d’alta fascia e il comfort del design contemporaneo. In questa intervista esclusiva per Abitare Verona & Lago di Garda, ci accompagna in un viaggio che unisce la cultura del buon cibo, l’arte di abitare la storia e la visione manageriale necessarie per guardare al futuro del nostro territorio.
Gestire una realtà prestigiosa come il Maffei richiede una doppia anima: quella del custode della tradizione e quella del manager contemporaneo. Come si è evoluto il suo percorso professionale e qual è la sfida più grande che ha affrontato nel plasmare la sua identità di ristoratore?
Ho avuto la fortuna di crescere qui dentro e per una serie di fattori a 21 anni ho iniziato a gestirlo in prima persona per una sfida con la persona a cui devo tutto, il mio papà.
Inizialmente non è stato facile trovarmi in una situazione più “grande” di me ma questa cosa mi ha permesso di crescere giorno dopo giorno. Il passaggio più importante è stato quello di passare da oste e imprenditore e lavorare sulla creazione dei processi. La dinamicità del servizio, di passare da un tavolo all’ altro e di cambiare tanti “abiti” nella stessa serata è stata la palestra più importante.
Il settore del food ha vissuto trasformazioni radicali negli ultimi anni. Guardando indietro agli inizi della sua carriera, qual è l’insegnamento professionale più prezioso che ha fatto suo e che guida ancora oggi le sue scelte strategiche?
Le mie scelte quotidiane sono sempre strettamente centrate su un’unica cosa fondamentale: mettere il cliente al centro di tutto e cercare in ogni modo di farlo stare il meglio possibile. Alla fine, il luogo migliore di tutti è sempre quello dove desideri sinceramente tornare.
Quali sono le nuove sfide della ristorazione d’eccellenza a Verona, una città che deve saper dialogare sia con il cittadino locale che con il turismo internazionale d’alta fascia?
Le sfide della nostra amata città sono sempre maggiori e complesse. Verona ha tutte le carte in regola e la possibilità concreta di diventare una città davvero centrale nel panorama turistico. Tante bellissime iniziative e importanti siti archeologici ce li siamo semplicemente trovati, vedi l’Arena, la storia di Giulietta e Romeo ecc… adesso sta solo a noi valorizzarli al meglio.
Piazza delle Erbe è il cuore pulsante di Verona. Come si è evoluto nel tempo il rapporto tra il ristorante e la piazza, e in che modo l’atmosfera di questo spazio pubblico influenza l’esperienza culinaria che offrite?
Palazzo Maffei è edificato sopra l’antico Campidoglio romano. È un luogo storico dove le persone si incontravano e dialogavano già 2000 anni fa ed è una nostra precisa responsabilità continuare oggi con questa importante tradizione, pur rimanendo sempre al passo con i tempi moderni.
Quali sono i luoghi o gli scorci di Verona a cui è rimasto più legato nel tempo, sia a livello personale che come fonte di ispirazione per la sua attività, e che consiglia sempre di scoprire a chi visita la nostra città?
Verona ha dei luoghi assolutamente magici, tra cui la suggestiva piazzetta Santi Apostoli, dove a breve apriremo una nuova insegna e dove sembra proprio di stare a Roma. Poi adoro le terrazze del Teatro Romano, la storica Via Pigna e la splendida vista panoramica da Ponte Pietra.
La nostra rivista mette da sempre al centro l’architettura, l’interior design e la cultura dell’abitare. Al di là del ristorante e della storicità di Palazzo Maffei, quali sono i Suoi gusti personali in fatto di arredamento? Se dovesse descrivere lo stile della Sua casa ideale, verso quali linee, materiali o filosofie di design si sente più orientato?
Mi piacciono molto i colori tenui, il legno chiaro e uno stile d’arredo a metà tra il design nordico e il tipico stile ibizenco. È un accostamento che mi dà sempre la piacevole idea di essere un po’ in vacanza.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi progetti o le nuove sfide imprenditoriali che ha in cantiere, sia per il Ristorante Maffei che per altre realtà, e in che modo continueranno a valorizzare il legame con il nostro territorio?
Abbiamo in cantiere 3 nuove aperture sempre nel nostro territorio, che vanno ad aggiungersi alle 6 strutture che abbiamo già pienamente operative. Mi piace molto l’idea di poter accompagnare il pubblico veronese, e non solo, in tanti momenti diversi e occasioni speciali del proprio percorso, ma sempre con il nostro stile inconfondibile.
Bridging History and Innovation: Luca Gambaretto’s Vision for Verona’s Hospitality
In the heart of Verona, inside the stunning Baroque Palazzo Maffei, Luca Gambaretto has transformed a historic landmark into a benchmark for contemporary hospitality. Taking over Ristorante Maffei at just 21 as a challenge with his father, his most pivotal evolution was shifting from a hands-on host to a strategic entrepreneur by systemizing business processes. Today, his core philosophy remains unchanged: keeping the guest at the center to create a place people always want to return to.
Operating above the ancient Roman Capitolium, Gambaretto embraces the responsibility of honoring this 2,000-year-old gathering place while catering to high-end international tourism. His deep connection to Verona’s heritage—from hidden gems like Piazzetta Santi Apostoli to the vistas of Ponte Pietra—fuels both his inspiration and his lifestyle. Personally drawn to an interior design style that blends Nordic minimalism with a relaxed Ibizan vibe, he is now translating this distinct identity into a major local expansion, adding 3 new openings to his existing portfolio of 6 venues to accompany guests through every dining occasion.