Spiegare il fisco con semplicità in un Paese noto per l’ipertrofia burocratica è una sfida che rasenta l’impossibile. Sara Gasparini ci è riuscita, scardinando l’immagine del commercialista ingessato per diventare un punto di riferimento della divulgazione in Italia, con una community da oltre 270 mila follower costruita in modo totalmente organico. Dietro i grandi numeri c’è una solida preparazione tecnica, quella di un’imprenditrice lungimirante che oggi punta sul talento delle donne con il progetto “LE PRO”. L’abbiamo intervistata per capire come conciliare autenticità digitale, deontologia professionale e successo sul web.
Sara, da professionista in studio a punto di riferimento della divulgazione digitale. Com’è nata l’idea di portare la fiscalità sui social network?
Nel 2017 ho aperto un blog per spiegare la materia fiscale in modo comprensibile a tutti. Il blog era uno strumento che funzionava molto in settori come la moda o la cucina, ma che era decisamente insolito per la nostra professione. Ciò nonostante riscosse un buon successo. La vera svolta è arrivata grazie a un mio cliente titolare di un’agenzia di comunicazione: dopo aver ascoltato una mia storia Instagram sulle scadenze fiscali, mi ha fatto notare che riuscivo a esprimermi con estrema chiarezza. Anche se inizialmente ero scettica, abbiamo deciso di fare un tentativo e registrare un paio di video. Il primo, incentrato su un bonus fiscale, ha raggiunto l’incredibile cifra di 6 milioni di visualizzazioni. Da quel momento il profilo è letteralmente esploso senza aver mai investito in sponsorizzazioni.
È stata la prima commercialista a tentare la strada della divulgazione online o aveva dei modelli?
All’inizio c’era un collega di Milano molto seguito su TikTok. Mi piaceva la sua comunicazione, ma non l’ho mai copiato: ho sempre cercato di essere spontanea e in un anno l’ho superato. Adesso ci sono altri 4 o 5 commercialisti che riscuotono un discreto successo, e molti altri ci hanno provato. Il segreto è uno solo: se non sei autentica, non funzioni.
Con numeri così importanti, come gestisce il confine tra la divulgazione e il ruolo di influencer?
Non mi piace il termine influencer perché non voglio influenzare nessuno. Ho fatto anch’io delle collaborazioni commerciali, ma promuovo solo realtà che rientrano strettamente nel mio ambito professionale. Non la considero un’attività remunerativa: accetto proposte solo per strumenti o software che ritengo davvero utili. Sono legata a un albo e devo rispettare una deontologia, ma è soprattutto una questione etica: non mi va di promuovere criptovalute o simili, anche se i guadagni sarebbero altissimi.
Ha mai avuto attriti con l’Ordine professionale o con i colleghi a causa di questa visibilità?
Alcuni colleghi non vedono di buon occhio questa attività; in genere non apprezzano questo modo di divulgare la professione. Ho anche subito una segnalazione per un corso gratuito che offrivo su come compilare il modello 730, un’attività che persino l’Agenzia delle Entrate incentiva. Sostenevano che screditassi la categoria. La vicenda si è chiusa con un niente di fatto e non mi ha certo scoraggiata.
I social sono stati anche un trampolino per “LE PRO”. Di cosa si tratta?
LE PRO è una realtà di consulenza per donne che gestisco con un’esperta di marketing e una mindset coach. Ci rivolgiamo alle imprenditrici che vogliono potenziare il loro business con corsi annuali molto strutturati. Nonostante siamo partite da pochi mesi, abbiamo già moltissime iscritte da tutta Italia, seguite con sessioni individuali e dirette settimanali. Abbiamo anche un podcast sulle problematiche delle donne nel fare impresa.
Come riesce a conciliare la gestione dello studio con i video, i podcast e la consulenza?
Ho la fortuna di avere uno studio ben strutturato e organizzato in modo efficiente. Io mantengo la supervisione strategica e verifico ogni singola pratica, ma posso contare su una gestione operativa impeccabile: trovo sempre tutto il lavoro già impostato, predisposto e preconfezionato dalle mie collaboratrici. Tra l’altro, nel mio team ci sono esclusivamente donne, una scelta dettata dalla convinzione che, a livello contabile e di gestione della precisione, abbiano una marcia in più. Questo livello di delega e fiducia reciproca è l’unico segreto che mi permette di liberare il tempo necessario per dedicarmi ai video, ai podcast e ai progetti di consulenza.
Come sai, la nostra testata è legata al concetto dell’abitare. Che rapporto hai con la sua casa e qual è lo spazio che ti rispecchia di più?
L’ho ristrutturata da poco ed è molto minimal: amo le linee pulite, i toni chiari e il bianco. Viaggio spesso, ma quando sono a Verona adoro rimanere a casa; è il luogo dove ritrovo me stessa. Ho seguito il rinnovo in prima persona ed è stata una faticaccia; la ristrutturazione è davvero uno dei più grandi fattori di stress. In passato ho abitato in una casa che non sentivo mia ed è stata un’esperienza traumatica: l’ambiente non mi rispecchiava, tanto che avevo smesso di cucinare. Qui ho ricominciato a farlo e ogni settimana compro dei fiori freschi; oggi è la mia vera comfort zone. Se non stai bene a casa tua, significa che c’è qualcosa che non va con te stesso o che l’ambiente non ti dà sicurezza. Il mio angolo preferito è la sala, ricavata dalla vecchia cantina a volto di mia nonna: un ambiente caldo e accogliente.
Per scoprire tutti i suoi consigli fiscali e seguire la sua attività quotidiana, potete trovare Sara Gasparini su Instagram al profilo
@saragasparini_business.